Nutrizionisti, dietologi, dietisti Livorno - Grosseto

Dott. Sara Ciastellardi - Medico chirurgo Nutrizionista

 

In questa pagina troverai informazioni preziose. Star bene o dimagrire può diventare un percorso divertente ma ... anche pieno di insidie, talvolta. Se hai difficoltà, dubbi, disagi, lascia stare il "fai da te" e consulta un esperto.

Puoi chiamare il  366 378 25 66 o scrivere a saraciastellardi@gmail.com

 

Consigli per una vita sana e risposte a varie domande sulle diete

 

Sommario dei contenuti di questo articolo:

Le calorie, ma cosa sono?

Attenzione agli alimenti tranello

Le sorprese non finiscono qui

Alimenti che forniscono circa 100 kcal

Quali sono gli alimenti che ingannano?

Schiavi del cibo

Cosa si deve mangiare?

Perché il nostro organismo ha bisogno di moltissima verdura e frutta?

Il rapporto con il corpo

Perché si mangia?

Perché la dieta da sola non è sufficiente a perdere peso?

Perché l'attività fisica fa bene?

Perché è così difficile mantenere il peso sotto controllo e dimagrire?

Che cosa sono l'obesità ed il sovrappeso?

Cosa è il body mass index o indice di massa corporea?

I modelli estetici: anoressia e frustrazione in agguato

Il tessuto adiposo, la massa grassa come "organo"

Colesterolo alto? Meglio provare con gli alimenti giusti

Anemia, si può curare con la alimentazione?

Dimagrire divertendosi

Perché mangiamo?

Intolleranze alimentari

Cos'è la dieta iperproteica

La tiroide mi fa ingrassare?

La menopausa mi fa ingrassare?

Quale alimentazione in menopausa?

Gli additivi alimentari fanno male?

Cibo sano, come lo riconosco?

I dolcificanti fanno male?

Etichette, ma come leggerle?

Integratori alimentari, vizi e virtù

I prodotti per dimagrire servono?

Mi serve qualcosa che mi tolga la fame

Farmaci per dimagrire

Se sto a casa mangio

Ho sempre fame, perché?  

 

Le calorie, ma cosa sono?

 

Se hai dovuto affrontare il problema del peso hai sicuramente sentito parlare di chilo-calorie tanto da averne fatto, come minimo, indigestione, senza magari aver ben chiaro che cosa siano. Non te la prendere, vediamo di fare almeno le presentazioni, dato che comunque con questo "personaggio" ci devi avere, volente o nolente, a che fare. La caloria non è quel tiranno che i dietologi e i medici nutrizionisti vogliono farti credere, e neppure l'incubo delle tue notti; è soltanto un'innocua unità di misura, come il metro, il chilogrammo etc. Una caloria è la quantità di calore necessaria per aumentare di un grado la temperatura di un grammo di acqua distillata - per la precisione per portarlo da 14.5 °C a 15.5 °C alla pressione di una atmosfera -.

 

A titolo informativo, si sappia che una caloria corrisponde a 4.1855 joule, unità di misura maggiormente utilizzata in ambito internazionale e spesso riportata sulle etichette dei prodotti assieme alle kcal. Il calcolo di quante kcal giornaliere, settimanali o mensili si devono introdurre per controllare il peso è troppo complicato per chiunque. Rinuncia.

 

Il calcolo del fabbisogno calorico, lascialo fare al medico, nutrizionista, dietologo o esperto in materia. Vediamo però di avere qualche idea su quale apporto energetico (quante kcal) forniscono alcuni alimenti e bibite. Non ti serve fare calcoli complicati e noiosi su ogni cosa che mangi o bevi, ma, piuttosto, ti è utile sapere che determinati alimenti, anche in piccole quantità, forniscono tante calorie e dunque non devono essere assunti in quantità eccessive, né troppo di frequente. Altri alimenti possono essere altrettanto gradevoli e ricercati ma meno ricchi di calorie. Conoscere questi piccoli segreti ti aiuta ad attuare delle sostituzioni salutari che non richiedono sacrifici ma solo informazioni corrette ed un poco di astuzia.

 

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Alimenti "tranello"

 

Attenzione agli alimenti "tranello". Ti sembra di non mangiare nulla - e magari ne mangi veramente poco - ma quel poco contiene molte calorie, e forse costa anche carissimo. Un esempio per tutti: il classico pacchetto di crakers, contrabbandato per "leggero" è una vera bomba calorica! (430 kcal per 100 gr.) A parità di peso il pane fresco apporta meno calorie (vedi sotto), è più buono e non contiene - o almeno non dovrebbe contenere - grassi.

 

Spesso la pubblicità induce a credere che taluni alimenti siano meno calorici di altri ma è sempre meglio verificare. Per esempio il burro e la margarina contengono lo stesso numero di calorie. Attenzione anche agli alimenti etichettati come light: spesso contengono quasi le stesse calorie di quelli non light, e a volte molti ingredienti poco salutari.

 

Per non cadere in questi tranelli non ti serve nessun medico nutrizionista o dietologo, hai uno strumento imbattibile: le etichette dei prodotti. Dai uno sguardo attento agli ingredienti ed alle tabelle che riportano gli ingredienti e le calorie. Ti metterai facilmente al riparo da spiacevoli sorprese.

 

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Ma le sorprese non finiscono qui

 

Guardiamo assieme alcuni trabocchetti nei quali spesso c’è qualche ditta che cerca di farti cadere. Il mercato delle diete e dei prodotti "dimagranti" è fiorentissimo. Come sempre quando gli interessi in gioco sono elevati i furbi si sbizzarriscono. Le pubblicità ti fanno credere che quella particolare maionese contenga poche calorie e pochi grassi… non crederci! Leggi l’etichetta e scoprirai che i grassi e le calorie sono abbondanti, che costa (al chilo) uno sproposito e che se ne mangi abbastanza ti fa ingrassare.

 

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Alimenti che forniscono circa 100 kcal

 

 

A parità di kcal meglio allora scegliere qualcosa di gustoso che dia soddisfazione. Un esempio? Che ne dici di 370 gr. di fragole invece di un pacchetto da 25 grammi di crackers?

 

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Alimenti che ingannano

 

Alcuni cibi sembrano "leggeri" oppure si pensa che mangiandone poco non siano così "pericolosi". Non sempre è vero. Lo stesso dicasi per le bibite zuccherate: sono decisamente caloriche - tutte - compreso il succo di frutta (quello con scritto senza zuccheri aggiunti). Guardiamo insieme alcune delle "trappole" disseminate lungo la tua rotta per la salute. Di seguito trovi alimento, quantità e apporto calorico.

 

 

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Schiavi del cibo

 

Spesso qualcuno mi chiede se il cibo può diventare una specie di droga; purtroppo sì. Il cibo si presta a diventare una "addiction", cioè una dipendenza, come il fumo o lo shopping, soprattutto se mancano altre fonti di piacere; parte del lavoro svolto dal medico, nutrizionista, dietologo o esperto in materia, consiste nel costruire insieme a te dei sistemi di gratificazione che facciano bene (e non male!) alla tua salute, al tuo corpo come alla tua mente.

 

Si spezza in questo modo, una catena che rende schiavi del cibo e si inizia un percorso di benessere, scoprendo che la salute si può (e si deve) coniugare col divertimento e col gusto di vivere. Per conseguire il risultato ci vuole un po’ di tempo ma la sensazione di benessere compare già dopo pochi giorni e quindi le tappe successive si affronteranno più facilmente e con il sorriso.

 

Se apri gli occhi e ti guardi attorno noterai un grande impegno per farti mangiare e bere il più possibile. Televisione, manifesti, stampa, radio, vetrine e banchi dei supermercati ti rovesciano addosso in continuazione migliaia di tipi di cibi e bevande. Le industrie alimentari mettono in campo squadre di esperti che studiano sapori, colori, odori, misture di ingredienti, confezioni, campagne pubblicitarie e ogni genere di diavolerie per farti mangiare patatine, formaggini, salamini, cioccolatini, biscottini; mangiare, mangiare sempre. E bere, soprattutto bibite gassate, zuccherate, aromatizzate e colorate. Se ci caschi, rischi di far guadagnare tante aziende a discapito della tua salute.

 

L'abitudine a sapori molto intensi ma più o meno sintetici è quella che ti fa dire - erroneamente - delle cose buone davvero, che "non sanno di niente". Ma la faccenda è molto più complessa. Ci sono in commercio cibi in grado di instaurare nel cervello un desiderio forte e pressoché irresistibile di consumarne di più. Combinando grassi, zuccheri, aromi assai poco naturali e sale in innumerevoli modi, certi "alimenti" fanno breccia nei centri cerebrali della gratificazione, creando un circolo vizioso che stimola incessantemente il nostro desiderio di mangiare, lasciandoci smaniosi di continuare a farlo, anche quando dovremmo essere ormai sazi.

 

Alcuni alimenti sono studiati apposta per fartene mangiare il più possibile, non dimenticarlo. (Vedi anche Come difendersi dalle cattive informazioni).

 

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Cosa si deve mangiare?

 

Per capire le nostre esigenze alimentari ci tiene in aiuto l’antropologia. Il genere umano, da un punto di vista alimentare, è classificato come un onnivoro, ossia “mangiatore di tutto”, e “raccoglitore di frutta”. Nella storia dell'evoluzione la nostra specie ha basato la propria alimentazione dapprima principalmente sulla frutta e alcuni vegetali, introducendo la carne saltuariamente (come alcune scimmie continuano a fare), il pesce quando disponibile, le uova.

 

I vegetali di cui si nutrivano i nostri avi erano ben lungi da somigliare a quelli moderni. Il loro contenuto di fibre era decisamente maggiore e di sicuro erano raccolti e mangiati piuttosto freschi e giovani perché, se diventavano ancora più coriaceii, dovevano essere masticati più a lungo, molto più a lungo.

 

Dopo aver imparato a cuocere e conservare la carne (e il pesce), questa ha assunto maggiore importanza. L’alimentazione umana si è arricchita di queste preziose fonti di proteine senza però trasformare l'uomo in un carnivoro puro. Il nostro “sistema umano” è pressappoco lo stesso di allora, siamo progettati e meravigliosamente selezionati per gironzolare tutto il giorno e mangiare il tipo di alimenti che ha portato il genere homo sapiens (questo il nostro nome scientifico) fino ai giorni nostri. Gli esseri umani rimangono degli onnivori, devono cioè mangiare di tutto.

 

Una alimentazione corretta, comprende tutte le classi di alimenti. Una alimentazione adatta al mantenimento della salute rispetta le caratteristiche della nostra specie, quindi è molto ricca di verdura e frutta. Gli esseri umani sono "raccoglitori di frutta (e verdure)". Privare un umano di questi alimenti, (tranne che in alcune patologie), è come voler trasformare una tigre in un erbivoro, pretendere che stia bene e magari sia anche felice e gagliarda … Il gatto di casa è un carnivoro. Immagina cosa succederebbe se tu lo trattassi da erbivoro.

 

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Il nostro organismo ha bisogno di moltissima verdura e frutta

 

È perfettamente inutile ribadire quanto noi ricercatori e medici (cardiologi, oncologi, nutrizionisti, dietologi, specialisti in scienze dell’alimentazione, neurologi, etc.) abbiamo dimostrato in anni di studi e ricerche (e cerchiamo di divulgare) sulla necessità di aumentare il consumo di verdura e frutta per mantenere un buono stato di salute. La prevenzione di molte malattie, tra le quali, solo per citarne alcune - piuttosto diffuse -  troviamo le patologie cardio-vascolari, alcuni tumori, diabete, obesità. Si obesità, l'obesità è una malattia, non un difetto estetico.

 

Tra gli alimenti da privilegiare, quindi, la verdura e la frutta la fanno da padroni. L'istituto di prevenzione dei tumori, le società di cardiologia, il mondo scientifico all'unanimità raccomanda circa otto porzioni al giorno tra frutta e verdura. Cinque di verdura, due di frutta In altri termini il cibo che deve essere maggiormente rappresentato sulla tua tavola e nelle tue merende appartiene al mondo vegetale. Spero che ti piacciano le piante.

 

La tua automobile ed il tuo motorino hanno bisogno di carburante per viaggiare ma anche di olio, altrimenti fondono il motore. Noi umani abbiamo bisogno di verdura e frutta altrimenti "fondiamo il motore", lentamente ma inesorabilmente. Se proprio nessun angolo della tua esistenza è disposto a inghiottire verdura e frutta, oppure qualche patologia rende difficile o sconsigliabile il compito, non disperarti, il  medico, nutrizionista, dietologo o esperto in materia, saprà come aiutarti; ma mi raccomando, niente soluzioni "fai da te".

 

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Il rapporto con il corpo

 

Tu non hai un corpo: tu "sei" un corpo! Il rapporto col corpo è uno degli aspetti da valorizzare in ogni processo di dimagramento o mantenimento del peso forma. Spesso i chili in eccesso, originano da e provocano un rapporto difficile con il corpo. Accettare le tue forme, qualunque esse siano, senza colpevolizzarti, spesso è il primo passo per scoprire un mondo nuovo. Piuttosto che infierire contro un corpo già appesantito dai chili di troppo (o, qualche volta, da eccessiva magrezza) è meglio riscoprire come prendersene amorevolmente cura, operazione non semplice, ma possibile che ti aiuterà a raggiungere e mantenere il peso desiderato. Attenzione, dunque, a come ti tratti. Volerti bene e prenderti cura di te - meglio se divertendoti - è un buon modo per perdere peso.  

 

Il nostro corpo è uno strumento meraviglioso che ci consente di godere della vita, questo è il suo compito, qualunque forma o aspetto abbia. E’ importante riconoscergli questa funzione, senza addossargli valenze diverse, spesso negative, e ruoli che non gli competono. A volte però, qualcosa si “inceppa” e il corpo diventa “il contenitore” ed il bersaglio di malesseri e frustrazioni.  Il cibo, è utilizzato come “riempitivo”, si mangia per colmare un senso di vuoto, per compensare altre mancanze, per consolarsi etc. costringendo il corpo a diventare, appunto, un “contenitore” invece di svolgere il suo compito di macchina meravigliosa che, specialmente quando in buona efficienza, consente di affrontare e risolvere le difficoltà che hanno determinato il “bisogno di cibo diverso dalla fame”.

 

E’ un meccanismo sofisticato: se il tuo corpo è in buona salute anche la tua mente è più pronta, più positiva, più serena ed equilibrata ed affronta le avversità della vita nel modo migliore, grazie anche all’aiuto di un fisico attivo. Quando invece il corpo “raccoglie” ogni malessere, ne viene danneggiato. Un corpo ed una mente appesantiti da eccesso di cibo, di stress, di sedentarietà etc. difficilmente riusciranno ad essere i nostri validi collaboratori in grado di risolvere i problemi, creando un circolo vizioso.

 

Il  corpo è un po’ il tuo mezzo di trasporto, ti accompagna in giro e permette di entrare in contatto con il mondo esterno. E’ grazie alle sensazioni provenienti dal tuo corpo che la mente sa se chi ci è di fronte sorride o no, riconosce il suono di una voce, il canto degli uccelli, la morbidezza di un tessuto, il piacere di una carezza. Averne rispetto significa creare le condizioni per godere della vita. Quando si affronta un lungo viaggio si fa mettere a punto l’automobile che ci accompagnerà, perché, allora, non fare la stessa cosa con il nostro corpo così da poter percorrere il fantastico viaggio attraverso la vita potendo contare su un mezzo efficiente e ben funzionale?

 

Talvolta il rapporto con il corpo è seriamente compromesso, difficile da recuperare e può segnalare l’esistenza di problemi diversi. In questi casi il medico, nutrizionista, dietologo o esperto in materia, dopo una visita accurata e altri colloqui, saprà indicare la strategia terapeutica migliore per salvaguardare la tua salute e risolvere il disturbo.

 

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Perché si mangia?

 

Non è soltanto il bisogno di cibo che stimola l’appetito. Al cibo sono legate svariate e complesse valenze: emotive, psicologiche, culturali, sociali, storiche etc. Il momento del pasto è anche un momento importante di socializzazione. Nutrire, offrire del cibo, è segno di amorevole cura etc. Si mangia, e si offre cibo, per molte ragioni, non ultima il gusto della buona tavola. Ognuna di queste valenze deve essere salvaguardata, prestando attenzione che non determini un eccesso alimentare frequente, cui conseguono i noti danni a carico della salute.

 

E’ fondamentale conservare il gusto di mangiare bene, il piacere della convivialità etc. abituandosi a mangiare in maniera salutare ma sempre molto gustosa. Alcune malattie possono favorire un eccesso alimentare. L’ansia come i disturbi depressivi, manifesti o mascherati, possono essere una delle ragioni che spingono ad alimentarsi in maniera scorretta o ad utilizzare il cibo come sedativo e strumento di consolazione. In questi casi il medico, nutrizionista,  dietologo o esperto in materia, si occuperà di far curare tali disturbi e contemporaneamente riequilibrare il comportamento alimentare, restaurando, o creando, un rapporto con il corpo ed il cibo di tipo positivo. Impresa non semplice, né tanto meno breve, ma possibile, che spesso comporta la tua vera e propria rinascita.

 

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Perché la dieta da sola non è sufficiente a perdere peso?

 

L’evoluzione è un processo lento, molto lento. La razza umana non ha ancora fatto in tempo ad adeguarsi alle nuove condizioni socio economiche, il nostro sistema biologico rimane tutt’oggi programmato come al tempo delle caverne (o giù di li) dove la sopravvivenza era costantemente minacciata dalla carenza di cibo. L’abbondanza, l’eccesso alimentare sono un fenomeno talmente recente da non essere neppure immaginabile dal sistema evolutivo umano. Il nostro organismo è tutt’ora tendenzialmente programmato per immagazzinare quanto più cibo possibile, in vista di probabili carestie o per lo meno occasioni in cui il cibo scarseggerà.

 

Il nostro corpo è una “macchina meravigliosa” progettata per offrirci sempre il meglio delle prestazioni possibili e non si adatterà, forse, che tra qualche centinaia di migliaia di anni, al tipo di vita che le viene imposto. Siamo stati selezionati nel corso dei millenni come creature mobili: il nostro sistema osseo, muscolare, endocrino, digerente etc. è quello di un essere in perenne movimento e con poco cibo a disposizione.

 

L’abbondanza di cibo è una novità troppo recente per l’organismo che ancora non si è modificato per farvi fronte. Il sistema biologico prevede di ottenere il massimo da quel che arriva nello stomaco, di strizzarlo, buccia compresa, fino all’ultima goccia! Lo spreco non è previsto. Il dubbio che all’era della abbondanza possa seguire (come per altro è sempre avvenuto nei secoli trascorsi) una carestia fa si che comunque parte degli alimenti introdotti siano conservati nei “magazzini” corporei, sotto forma di grasso.

 

Ma il meccanismo è ancora più funzionale alla sopravvivenza di quel che appare. Se ad un certo punto l’introito calorico si riduce, si mangia cioè meno e meglio, l’organismo per qualche tempo sonnecchia (pennichella da mangiata pantagruelica), poi si stiracchia e si mette all’opera. Comincia ad assimilare di più dal meno introdotto. Ed ecco spiegata una delle ragioni per le quali quando si cambia regime alimentare all’inizio si perde peso rapidamente ma poi la perdita rallenta: l’organismo si difende dalla “carestia” relativa. Queste regolazioni sono così affascinanti e funzionali da incutere assoluto rispetto, pertanto quando ti accorgi che il peso non cala più molto rapidamente, ricordarti che uno dei motivi è proprio quello di proteggerti, servirà non solo a conservare la stima nei confronti di questo bellissimo strumento che è il tuo organismo, ma anche la meraviglia, il rispetto.

 

Ci sono comunque vari sistemi per “ingannare” questo (e altri) meccanismo, ma è opportuno che sia il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia a suggerirli, caso per caso, inserendoli nel percorso per dimagrire. In generale basti sapere che se si mangia troppo poco il meccanismo di protezione è sufficientemente efficiente da impedire la perdita di peso, almeno per un certo periodo.

 

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L’attività fisica

 

Il movimento, l’attività fisica sono indispensabili per gli esseri umani. Pensate alla struttura fisica dell’uomo: è una macchina selezionata dall’evoluzione per muoversi. Ossa, articolazioni, muscoli: tutto è perfetto per farci muovere. Abbiamo avuto in dono corpi che ci permettono di andare in giro, prendere oggetti, e raccogliere sensazioni in ogni luogo, perché non fruire di questa possibilità?

 

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Perché l’attività fisica fa bene?

 

Perché il nostro organismo è stato concepito come una meravigliosa macchina mobile. E’ progettato per muoversi e mantenersi in movimento. Se così non fosse avremmo un altro aspetto, forse la forma di una patella, invece di quella attuale, selezionata dall’evoluzione a favore delle sue grandi possibilità di movimenti efficaci e diversificati. Un muscolo o un osso, quando restano inattivi, perdono le proprie caratteristiche di funzionalità ottimale. Pensa alle condizioni di un arto dopo la rimozione di un gesso ... e quel che non vedi è lo stato di decalcificazione delle ossa! Pertanto se desideri mantenerti in forma non puoi rinunciare al movimento.

 

E’ stato dimostrato che l’attività fisica aumenta il livello delle endorfine, ormoni che, tra le altre funzioni, contribuiscono a favorire la sensazione di benessere ed il buon umore. Un corpo e una mente in buona efficienza consentono di affrontare le attività quotidiane e le evenienze della vita nel modo migliore. Il movimento fa bene proprio a tutti. Da anni i ricercatori, in numerosi studi, hanno dimostrato che l’attività fisica è importantissima per il mantenimento di un buono stato di salute. L’elenco delle condizioni in cui i medici raccomandano di fare del movimento sono innumerevoli. L’attività fisica è prescritta come “terapia” per le malattie cardio - vascolari, nella fase di recupero dopo l’infarto miocardico, nell’ipertensione, in alcune malattie osteo - articolari, nel diabete - dove riduce anche il fabbisogno d’insulina - etc.

 

Previene l’obesità, alcune patologie a carico di articolazioni ed ossa (osteoporosi compresa) e così via. Per perdere peso o non acquistarne non si può rinunciare al movimento. Ogni terapia dimagrante prevede del movimento, e alcuni fallimenti sono da ascrivere anche alla mancanza di attività fisica adeguata. Il bilancio tra calorie introdotte e calorie consumate deve essere equilibrato, il che può essere ottenuto esclusivamente svolgendo attività fisica divertente. Se ti dedichi ad attività che non ti piacciono non otterrai lo stesso risultato. Occorre scegliere qualsiasi cosa ti faccia sentire bene.

 

In definitiva si consiglia a tutti, ad ogni età, di fare del movimento, adeguato alle proprie condizioni, con la sola eccezione di una specifica controindicazione soggettiva. Quanto sopra ti era già sicuramente noto. Lo hai sentito ripetere pressoché in continuazione. Eppure non è ancora parte della nostra cultura. Perché? Perché è così difficile convincerci che la sedentarietà non è affare per umani in salute? La risposta è allo stesso tempo molto semplice e decisamente complessa. I mutamenti nella nostra società occidentale hanno, per mille motivi, creato popoli di sedentari. Ora bisogna invertire la tendenza e fare del movimento una sana e piacevole abitudine quotidiana. Prova e vedrai la differenza.

 

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Perché è così difficile mantenere il peso sotto controllo e dimagrire?

 

Sarà difficile perdere peso e “guarire” dalle cattive abitudini alimentari (e di vita) se per farlo occorre perdere il gusto ed il piacere di mangiare, cucinare, sedersi a tavola in compagnia, nutrire figli, amici, mariti, mogli … Se invece si approccia il problema conservando e valorizzando il piacere ed il gusto di mangiare, della buona cucina, della convivialità, dimagrire può essere considerata come una avventura stimolante alla scoperta della salute. Potrebbe essere la tua occasione per prenderti cura di te, divertirti, gratificarti, restituire al cibo la funzione di gradevole nutriente, piuttosto che di riempitivo per carenze affettive, insoddisfazioni, frustrazioni o medicina per malattie come ansia e depressione.  

 

Perché, dunque, è così difficile dimagrire o mantenere il giusto peso? Tralasciando condizioni particolari di salute, assunzione di farmaci etc.,  nella maggior parte dei casi, la ragione di tanta difficoltà è da attribuire ad un rapporto poco funzionale con te stesso e con il cibo, ad uno stile di vita molto diffuso ma poco salutare, ad una impostazione del problema concettualmente sbagliata.     Il principio vincente per dimagrire è divertirsi, gratificarsi, migliorare la propria qualità di vita rinforzando l’autostima. Per dimagrire, e restare con il giusto peso, la strategia migliore in assoluto è  assumere uno stile di vita adatto alle tue esigenze e mangiare bene.

 

Se la nostra vita è ricca di stimoli diversi, interessante e gratificante, il cibo tornerà ad essere uno dei piaceri della vita e non il solo, o quasi. Inutile chiedere al cibo di sopperire a quanto manca nella propria esistenza o di rimediare a ciò che non funziona. E’ una richiesta che verrà necessariamente frustrata; il cibo serve a mantenere l’organismo in buona efficienza quando è quello giusto, nella corretta quantità. E’ senz’altro uno dei piaceri della vita, ma  non ne è certamente lo scopo.

 

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Che cosa sono l’obesità ed il sovrappeso?

 

L’obesità è una malattia metabolica, caratterizzata da un accumulo di tessuto adiposo. Il sovrappeso è una forma "pre morbosa", ossia non una vera e propria malattia ma piuttosto lo stadio iniziale di un'altra malattia: l'obesità, anche se non necessariamente il sovrappeso evolve in obesità. Per classificare il sovrappeso e l’obesità esistono svariati metodi, a titolo puramente informativo, per fornire una generica idea di cosa si intenda per sovrappeso e obesità, vediamo la classificazione più diffusa che, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di utilizzare internazionalmente.

 

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Il BMI - Body Mass Index - o IMC - Indice di Massa Corporea

 

Si tratta del calcolo matematico dell’indice di massa corporea o Body Mass Index (BMI). Il BMI è il rapporto che esiste tra il peso e l’altezza. Ognuno può calcolare il proprio BMI: per ricavarlo si divide il peso corporeo (in chilogrammi) per l’altezza (in metri) elevata al quadrato. Il numero che si ottiene è il BMI, in Kg\m2.

 

I valori così ottenuti consentono la classificazione internazionale seguente BMI, body mass index o IMC, indice di massa corporea.

 

Valori di BMI - IMC

Classificazione

BMI         < 18.5 

sottopeso

BMI         18.5 - 24.99

normopeso

BMI         25 - 29.99

sovrappeso

BMI         30 - 34.99

obesità di I grado lieve

BMI         35.0 – 39.99

obesità di II grado moderata

BMI         > 40

obesità di III grado grave

 

Attenzione però, le diagnosi di sovrappeso e obesità devono essere fatte dal medico esperto in materia, nutrizionista, dietologo, che terrà conto oltre che del BMI, anche di altre variabili, tipo la costituzione scheletrica, eventuale ritenzione idrica, circonferenze etc. avvalendosi di tutti gli strumenti diagnostici che riterrà adeguati (esami, ecografie, impedenziometria, psicometria, valori antropometrici etc.). Infatti, il solo BMI non tiene conto di una serie di condizioni che non rientrano nella categoria di sovrappeso e obesità, ma sono fisiologiche. Un esempio è quello dell’atleta che non ha grasso in eccesso, ma una massa muscolare molto sviluppata che "pesa".

 

Il medico, dopo aver esaminato la persona nella sua globalità e, se del caso, richiesto gli esami necessari, formulerà la diagnosi in base alla quale deciderà le strategie da adottare. Oltre alla determinazione del BMI è utile anche la misurazione della circonferenza addominale che consente di valutare altre percentuali di rischio associate alla distribuzione della massa adiposa corporea. Quando la circonferenza della vita è maggiore di 80 cm nelle donne e di 94 cm negli uomini indica un eccesso di grasso viscerale, che rappresenta un ulteriore fattore di rischio per le malattie correlate all’obesità.

 

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I modelli estetici: anoressia e frustrazione in agguato

 

Uno dei motivi che spingono a dimagrire è l’aspetto estetico. I vestiti non ti stanno bene, quelli dell’anno passato sono diventati stretti, il costume da bagno non fa la stessa figura di prima; insomma il tuo aspetto non  ti soddisfa, non sei contento di come appari allo specchio. Attenzione però, l’aspetto non è il solo motivo per restare nel tuo giusto peso: lo è assai di più la tua salute psico fisica! Il giusto peso fa parte dello stare bene.

 

In una società in cui apparire è uno degli imperativi sociali più forti, mantenere il giusto peso è probabilmente anche un’imposizione di tipo culturale,  spesso vissuta nel modo peggiore. I canoni estetici che vengono proposti - specialmente quelli femminili - sono non solo magri, ma addirittura denutriti, spesso palesemente malati. Quel che ti sfugge è che su un corpo ridotto a pelle ed ossa l’unica cosa che si vede bene è l’abito: non la persona … Chi indossa il vestito è trasparente, quasi inesistente; è un vestito che cammina. Non si vede.

 

Tu guardi soltanto quello che ha addosso, esattamente come vuole il “venditore”. Non ha nulla di gradevole, e non è previsto che ce l’abbia. Più è magra la modella e meno stoffa serve, e meno lavoro, per confezionare i vestiti. Se la modella fosse formosa, avvenente, femminile, guarderesti lei - persona e non manichino - e non il vestito.

 

Questi modelli hanno un effetto a volte devastante su giovani e meno giovani: qualcuno è tentato di identificare la bellezza, il successo, con un corpo mortificato nelle sue forme. Ma, ancora una volta, la faccenda non è così semplice come sembrerebbe, questi corpi così sottili richiamano temi inquietanti come l’aspetto di un corpo giovanissimo, adolescente, o infantile, imposto ad un adulto.

 

Cerchiamo allora di essere realistici: le magrezze da modelle o alcune star, sono patologiche, sono sintomo di malattia. Chiariamo invece, a chi per caso ancora non se ne fosse convinto, che qualche forma, qualche curva, sono la naturale bellezza di un corpo in buona salute. Chiedete a qualche rappresentante maschile se preferisce le fattezze di una tavola da surf piuttosto che quelle morbide e accoglienti di un corpo femminile. La risposta vi stupirà. Perché parlarne? Perché ci sono milioni di ragazze, molti ragazzi e adesso anche un considerevole numero di giovani donne, che soffrono di malattie legate al peso. E soffrono molto.

 

Quando il controllo del peso (in difetto come in eccesso) diventa molto importante bisogna rivolgersi al medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia, che saprà suggerire le soluzioni migliori. Anche i disturbi alimentari possono essere curati. Il sovrappeso e l’obesità impongono un aspetto con il quale è spesso difficile identificarsi, quando non si tratta di una scelta. Come si suol dire, dentro ogni obeso c’è un individuo magro che si vuole liberare. Anche l’aspetto è “pesante” da sopportare; dimagrire nel modo giusto restituisce la salute ma anche delle forme più naturali, ad ogni età.

 

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Il tessuto adiposo, la massa grassa come “organo”

 

Fino a ieri hai creduto che la massa grassa, l’adipe, fosse un fardello inerte da portarti appresso, che ti appesantisce e basta. E invece no. Non è solo che ti appesantisce. Funziona come se fosse un organo in più. Fa confusione tra gli ormoni, e, come se non bastasse, sembra che favorisca l’arteriosclerosi.

 

Il tessuto adiposo in eccesso, attraverso una inappropriata produzione di alcune sostanze (le cytokine), stimola processi infiammatori (della parete dei vasi sanguigni) coinvolti nella formazione di lesioni arteriosclerotiche. La riduzione del peso è un sistema sicuro, e privo di effetti collaterali, per migliorare lo stato di infiammazione endoteliale. In altre parole perdere peso consente anche di “spezzare” alcuni meccanismi, assai complessi, che favoriscono l’arteriosclerosi.

 

Il tessuto adiposo poi imbroglia le carte con gli ormoni, comprese sostanze che regolano l’appetito, la fertilità etc. Non è solo un fardello è anche un killer in agguato.

 

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Colesterolo alto? Meglio provare con gli alimenti giusti

 

Ho il colesterolo alto, esiste una dieta? Hai fatto degli esami e hai scoperto di avere il colesterolo alto. Sapevi che puoi ridurlo con una alimentazione e del movimento adatti a te? La dieta per il colesterolo alto è la prima medicina da prendere. Il medico, dietologo, nutrizionista o esperto in materia, ti studiano la tua alimentazione per ridurre il colesterolo e un progetto su misura che prevede la diminuzione del consumo di alcuni alimenti ricchi di colesterolo, ma non la completa eliminazione che potrebbe ottenere l’effetto opposto.

 

Se non si introducono alimenti con piccole quantità di colesterolo, la carenza potrebbe stimolare una maggiore produzione endogena (il tuo organismo ne produce di più). Se mangi troppi alimenti ricchi di colesterolo il livello nel sangue aumenta e con quello i tuoi rischi per il sistema cardio vascolare. Ma non tutti gli alimenti con un buon contenuto di colesterolo hanno lo stesso effetto. Bisogna selezionarli. Non tutte le ipercolesterolemie si risolvono così, ma la maggior parte si.

 

La dieta per il colesterolo alto è sempre il primo indispensabile provvedimento terapeutico, la prima medicina da utilizzare in tutte le ipercolesterolemie. Le statine, i farmaci più prescritti per abbassare il colesterolo hanno effetti collaterali che è meglio tu conosca, tra questi possono comparire disturbi della memoria e dell’apprendimento che si possono anche scambiare per un inizio di demenza (articolo di Scientific American settembre 2010, link:

http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=its-not-dementia-its-your-heart-medication).

 

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Anemia, si può curare con la alimentazione?

 

Si. In presenza di anemia il medico si occuperà di stabilirne la causa, e si occuperà di questa. Il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia, studierà un programma alimentare che risolverà le anemie lievi e moderate. Una alimentazione adatta alle tue esigenze prevede apporti di tutti i nutrienti utili in quantità adatte a far in modo che l’anemia scompaia e non si ripresenti in futuro.

 

Nella anemia grave non sempre l’alimentazione è sufficiente da sola a risolvere il problema, sarà il medico a valutare se ti occorre uno o più integratori, da associare al programma alimentare. Anche la terapia alimentare per le anemie segue diversi passaggi che ti illustrerà il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia.

 

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Dimagrire divertendosi

 

La maggioranza delle persone ritiene che, per dimagrire si debba obbligatoriamente soffrire; niente di più falso. Migliorarsi è un’attività che parte sempre da un buon tono dell’umore e da una condizione gratificante; se sei triste, scoraggiato, pessimista, non andrai da nessuna parte. Sorridere, star bene, divertirsi sono tra i principi fondamentali per dimagrire e mantenere il peso sotto controllo.

 

I cambiamenti importanti, le conquiste, i grandi progressi, si ottengono soprattutto attraverso percorsi di auto gratificazione e autocompiacimento; come dicono gli studiosi di neuroscienze, si attivano i circuiti cerebrali “della ricompensa”. Hai notato che quando qualcosa ti piace, ti fa sentire bene, ti gratifica, lo ripeti facilmente e volentieri? Come dire: rivedi più volentieri un film che ti è piaciuto o un polpettone micidiale? Questo è il principio di ogni gioco: perché giochi? Perché ti diverti, perché ti piace, perché sei bravo in quel gioco, perché ti gratifica. Il buon umore, lo star bene con se stessi e con gli altri, sono le medicine più efficaci per mantenersi in forma, per conseguire dei risultati, e farli durare nel tempo.

 

Quando stai bene, quando sei felice, quando hai qualcosa di piacevole e interessante da fare non avverti la fame. Hai presente invece come finisce quando passi il pomeriggio o magari tutta la serata facendo zapping alla televisione? Forse sgranocchiando tutto quello che capita senza magari sapere quanta roba mandi giù? E quando torni a casa dopo una giornata stressante, troppo lunga, piena di seccature e vuota di qualsiasi piacevolezza, ti ricordi che fame rabbiosa, tremenda che hai? E ti ritrovi a mangiare quel che trovi.

 

Quando stai bene senti la fame solo quando hai davvero bisogno di mangiare. Attraverso passaggi successivi il medico, nutrizionista, dietologo o esperto in materia, ti fa riscoprire i veri messaggi del corpo: fame e sete, ma anche piacere e sazietà. Il buon umore, il divertimento - e non dimentichiamo il movimento! - stimolano il rilascio nell’organismo di alcune sostanze, le endorfine, che donano una sensazione di benessere, rilassano, riducono la sensazione di fame e sono del tutto naturali. Sono il tuo miglior alleato, perché rinunciarvi?

 

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Perché mangiamo?

 

Nella nostra mente il cibo rappresenta molte cose, tra queste anche piacere, affetto, quiete, protezione. D’altra parte, tutti siamo stati lattanti. E tutti, in quella lontana condizione - la prima esperienza della vita - abbiamo vissuto, con la nutrizione, affetto, protezione e piacere. I bambini spesso mangiano per noia; si annoiano, non sanno cosa fare, allora mangiano. E continuano a mangiare perché questo diventa per loro il modo più semplice e immediatamente disponibile per  gratificarsi. Ma spesso capita anche agli adulti. Si consolano con il cibo, mangiano per ansia, per insoddisfazione, ma anche per rabbia, solitudine o tristezza.

 

Nella nostra cultura il cibo è anche un premio o un regalo da elargire a grandi e piccini, così come un mezzo per far festa. E’ il retaggio di un passato - neanche tanto lontano - quando il cibo era un bene raro e prezioso, secondo, forse, soltanto all’acqua. Merenda in latino vuol dire che è qualcosa che va meritato, cioè un premio. Oggi però, se ti guardi attorno, il cibo abbonda, anzi, eccede. I supermercati, come i nostri frigoriferi e le nostre dispense, straboccano di formaggi, salumi, yogurt, dolci, pasta, carne, pesce, latte e uova. E che premio sarebbe?

 

Ti “premi”, o forse ti “consoli” acquistando un sacco di roba che probabilmente tra due giorni butterai nella spazzatura? O peggio con qualche schifezza che nella spazzatura dovrebbe già esserci? Dai, ci son cose migliori nella vita. Il percorso di benessere efficace che ti propone il medico, nutrizionista, dietologo o esperto in materia, prevede la ricerca e il consolidamento di gratificazioni diverse dal cibo. Così facendo riesci a conseguire risultati in modo gradevole e a mantenerli nel tempo.

 

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Intolleranze alimentari

 

Molte persone si lamentano di soffrire o di temer di avere qualche intolleranza alimentare. Quello delle intolleranze alimentari è un argomento molto complesso e altrettanto dibattuto. Se hai il dubbio di soffrire di qualche intolleranza alimentare rivolgiti al tuo medico dietologo, nutrizionista o esperto in materia e discutine con lui. Sii accorto: la conferma di intolleranze serie (e potenzialmente pericolose) tipo quella al lattosio e quella al glutine possono essere effettuate solamente in centri molto specializzati.

 

Il sospetto di avere qualche intolleranza ti viene quando metti in relazione, anche non proprio diretta, un disturbo con un alimento o un gruppo di questi. Questi sono segnali e sintomi che devono essere presi in considerazione e analizzati con cura. Sarebbe un errore trascurarli. Se invece sei a caccia di un sistema per dimagrire le intolleranze rischiano di fiondarti in un guazzabuglio decisamente pericoloso. Se ci fai caso spesso in queste situazioni ti vengono tolti alcuni alimenti più o meno standard: pane, pasta, farina bianca, farinacei in generale, olio, pomodoro, formaggio, maiale … se togli tutti questi alimenti dalla tua tavola probabilmente dimagrirai ma la tua alimentazione sarà priva di nutrienti essenziali al tuo benessere. Si instaureranno delle carenze (e degli eccessi compensatori) che danneggeranno gravemente la tua salute (e il tuo umore).

 

Inoltre se l’eliminazione degli alimenti la attribuisci a delle intolleranze non servirà a modificare ciò che ti ha fatto ingrassare. Appena ricomincerai a mangiare queste cose ricomincerai ad ingrassare. E non è detto che la carenza di nutrienti importanti non ti faccia venire una fame da lupo e un pessimo umore. Togliere pane, pasta, carboidrati in generale significa far fare una dieta iperproteica. Le diete dimagranti iperproteiche sono dannose per la salute. (Vedi diete iperproteiche). Togliere tutti i latticini significa creare una carenza di calcio pericolosa per il cuore, la trasmissione nervosa, i denti e mettere una bella ipoteca sulle tue ossa favorendo l’osteoporosi anche precoce, e compromettendo l’accrescimento osseo di chi è in crescita. L’olio contiene acidi grassi essenziali. “Essenziali” significa che il nostro organismo non è in grado di produrli, sono indispensabili e devono essere introdotti con la dieta.

 

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La dieta iperproteica

 

Le diete iperproteiche sono quelle in cui il contenuto di proteine eccede quello adatto a te. Sono quelle in cui si toglie pane, pasta, farinacei, carboidrati etc. Danneggiano i reni. Trasformano il tuo tono dell’umore in un pozzo senza fondo, o in un tritatutto. Fanno si che ciò che perdi in peso sia la massa magra, i muscoli per capirci meglio e non la massa grassa, il tessuto adiposo. Possono danneggiare anche altri organi e apparati tipo il cuore, il sistema cardiocircolatorio.

 

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La tiroide mi fa ingrassare?

 

Una disfunzione della tiroide anche importante, se è ben curata non fa ingrassare. Può capitare che all’esordio di una malattia tiroidea tra i sintomi compaia la tendenza a prendere peso. Infatti ai primi controlli presso il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia, il funzionamento della tua tiroide verrà indagato con la visita medica, il colloquio e alcuni esami ematochimici o strumentali.  Se invece soffri di disturbi tiroidei, una alimentazione adatta a te, un percorso attivo di salute e movimento, assieme alle terapie necessarie, manterranno il tuo peso perfettamente sotto controllo.

 

Quando la tiroide non funziona, quando un organismo non funziona assisterlo con una alimentazione su misura è molto importante per star bene e prevenire malattie in futuro.

 

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La menopausa fa ingrassare?

 

In pre menopausa (il periodo che precede la menopausa durante il quale gli ormoni incominciano la danza che fa diventare strani i cicli) e in menopausa a volte si tende ad ingrassare. Purtroppo il nostro metabolismo si riduce dell’otto per cento circa ogni decade che passa. In pre menopausa e in menopausa cambiano molte cose. Te ne sarai accorta. Si modificano i livelli di ormoni presenti nel tuo corpo. Si perdono le ciclicità tipiche del periodo fertile. E’ un passaggio fisiologico, non sempre così semplice, che però può essere reso molto più agevole con qualche accortezza.

 

Appena ti accorgi di essere in pre menopausa (i cicli cominciano ad essere irregolari) chiedi una visita con il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia, in modo da affrontare questo periodo così delicato della tua vita nel modo migliore. Il progetto che ti verrà “costruito addosso” servirà a non farti prendere peso, a fartelo ridurre se è necessario, a proteggere le tue ossa, la tua pelle, i tuoi capelli ed il tuo cuore dalle novità ormonali cui sarai sottoposta.

 

Con una dieta per la menopausa adatta a te anche il tuo umore subirà minori scossoni, i disturbi tipo le vampate o “caldane” saranno minori. Non è vero che la menopausa coincide con il sentirsi vecchie. Al contrario è una ottima occasione per dedicare a te stessa quelle attenzioni che ti faranno sentire bella, desiderabile e piena di energie. E’ il momento di mettersi in piena forma psico fisica!

 

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L’alimentazione in menopausa

 

In pre menopausa e in menopausa l’alimentazione deve essere opportunamente adeguata ai cambiamenti fisiologici. E’ fondamentale che si aumentino per esempio gli alimenti ricchi di calcio e il movimento divertente, per difendere le tue ossa dall’osteoporosi.

 

Devono essere ridotti i grassi nemici della salute (grassi animali e grassi saturi in generale tipo olio di cocco o palma) per proteggere il cuore e i vasi. Si deve rimettere il peso a posto se non lo è, per gli stessi motivi citati sopra. Si devono aumentare gli alimenti che favoriscono la bellezza della pelle e rallentano l’invecchiamento dei tessuti (tra l’altro sono i più buoni).

 

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Gli additivi alimentari fanno male?

 

Se fossero così buoni per la salute  pensi che sarebbe necessario stabilire un livello massimo di sicurezza?  Qualcuno ha mai stabilito il livello massimo di sicurezza, che so, del latte? Dell’insalata? Dei pomodori? Se gli additivi alimentari fossero utili alla salute ci sarebbero delle raccomandazioni come per il calcio: mangia almeno 5 gr di E102 (tartrazine, colore giallo) tutti i giorni. E invece c’è un limite massimo di presenza negli alimenti: il livello di sicurezza.

 

Quando un cibo è buono hai bisogno di metterci cosa per renderlo migliore? un po’ di sale, il rosmarino se ci sta bene, la cipolla. Non un “aroma”. Quando fai il limoncello ci metti i limoni o l’aroma di limone? E ti viene cattivo o è squisito? Se non ci metti i limoni o metti un limone ogni 10 litri di alcool allora sì che devi metterci gli aromi … Quanti sanno che gli “aromi” possono essere anche i derivati del petrolio? Se il cibo è scadente, allora bisogna metterci qualcosa dentro; se lo fai con prodotti di scarto, che costano pochissimo,  devi metterci delle schifezze.

 

E alcune di queste può darsi che ti facciano scattare una dipendenza: avrai bisogno di mangiarne sempre di più. Non farti fregare, dai, non credere a ogni lestofante che ti vuol vendere qualcosa dicendoti che è buono, costa poco e fa bene. Bene ti fanno, lo sai anche tu, i cibi freschi senza porcherie. Bene ti fa una buona pizza cotta nel forno a legna con i pomodori veri, raccolti maturi, una mozzarella fresca di un caseificio vero, l’olio buono, l’origano profumato … ci sono additivi? Sì, l’amore del pizzaiolo e il profumo della legna per il forno. Non farti suggestionare, o peggio, condizionare dalla pubblicità.

 

I cibi sani, quelli che fanno bene sono quelli che produce la terra, trattata con amore e rispetto, nella stagione in cui crescono nel tuo clima, cucinati in modo semplice con altri ingredienti genuini prodotti sempre dalla terra o dal mare. Le carni, le uova, i latticini sani sono quelli che provengono da animali sani e felici. Sì, proprio felici. Gli animali allevati in maniera sconsiderata e i loro prodotti, come le uova, certo non ti fanno bene e non sono neppure buoni. I pesci che fanno bene sono quelli che nuotano nel mare, pescati la dove e come prescrivono una serie di leggi scritte per far in modo che i pesci si possano riprodurre.

 

I formaggi sani sono quelli ottenuti da latte di mucche o capre o pecore sane, quelle che pascolano tranquille sui prati, che mangiano l’erba. Non hai nessun bisogno di cibi pre-lavorati e pronti-da-mangiare, per vivere meglio… Pensaci. Le aragoste o le ostriche non hanno - o non dovrebbero avere - additivi o conservanti: sono così insapori? teniamolo presente quando acquistiamo del cibo.

 

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Cibo sano? Come lo riconosco?

 

Facciamo l’esempio dello yogurt. Leggi l’etichetta. Lo yogurt è fatto da latte e fermenti lattici. Se ci sono altre cose dentro, indipendentemente da “quali” cose, lascialo sullo scaffale. Non è sano. Se vuoi scegliere lo yogurt migliore, in generale quello magro è da preferire perché contiene meno grassi animali che proprio tanto bene non fanno e aumentano inutilmente le calorie apportate dal prodotto. Allora scegli uno yogurt con una percentuale di grassi bassa.

 

L’etichetta deve riportare tra gli ingredienti latte scremato o parzialmente scremato e fermenti lattici. Non altro. Se vuoi uno yogurt alla frutta, meglio se compari uno yogurt bianco e ci metti dentro la frutta che ti piace. La stessa regola vale per ogni alimento, meno ingredienti ci sono e meglio è; il pane deve contenere farina, sale e lievito di birra. La pasta: farina e acqua.  Adotta questo principio e difficilmente ti sbaglierai; in compenso eviterai di mandar giù sostanze strane e calorie inutili.

 

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I dolcificanti fanno male?

 

Taluni sì, è stato dimostrato. In natura quali sono i dolcificanti? Il miele, ma è un alimento che tiene vive le api, non è un dolcificante. Usa il miele, usane pochissimo, e ricordati che è un alimento. Abituati ad avere dei gusti amari e dei gusti dolci, scoprirai un mondo nuovo, quello, vastissimo, dei sapori. Se mangi tutto dolce o con tanto olio avrai due gusti a disposizione: dolce e unto. Peccato per tutti gli altri a cui rinunci.

 

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Etichette, ma come leggerle?

 

Abituati a leggere le etichette dei prodotti in modo critico. Per leggere gli ingredienti e le kcal di molti prodotti ci vogliono gli occhiali, molto tempo e parecchia luce. Difficile avere tutto questo quando si fa la spesa. Forse contano che tu non li legga. Forse contano sul fatto che tu creda solo alla pubblicità. Forse ti rifilano confezioni piccole da piccolo prezzo così che tu non faccia mai il conto di quanto costano al chilo. Per capirci meglio guardiamo in faccia almeno tre etichette.

 

Barrette dietetiche. Ingredienti: sciroppo di maltitolo, fiocchi di cereali 20%, farina di frumento mais, riso, preparazione di frutta (mirtilli e ciliegie disidratati 1,5%) mais, sale orzo maltato, yogurt in polvere 5,4%, olio di cocco, grassi vegetali, maltitolo, latte intero in polvere, stabilizzante glicerolo, orzo maltato, barbabietola in polvere, succo concentrato di carota nera, acidificante acido citrico, emulsionante lecitine di girasole, aromi.  Grassi 9,4%, di cui saturi 7,1%.

 

I grassi saturi sono quelli dannosi per la salute. Additivi vari, polveri assortite e aromi. Aromi non si sa mai cosa siano, comprendono anche i derivati dal petrolio. Kcal 335 per 100gr. 67 per barretta da 20 gr. Ma una ti fa solo venir voglia di mangiarne delle altre. Prezzo 2,28 euro per 120 gr. 19 euro al kg circa.

 

Economica non direi, salutare men che meno, capace di far venire una fame da lupo di sicuro, e di farti ingoiare tante inutili calorie anche.

 

Patatine a ridotto contenuto di grassi. Ingredienti: patate, olio di girasole, sale. L’olio di girasole per friggere non è l’ideale, si degrada con il calore e si trasforma in composti poco salutari. Kcal 481,8 per 100gr. Costo: 1,25 euro per 130 gr. Prezzo al kg: 9,61. I commenti sono superflui.

 

Merendina di quelle dichiarate che fanno bene, sane, salutari. Ingredienti: latte 21%, cioccolato 20%, (zucchero, burro di cacao, pasta di cacao, emulsionanti lecitine di soja, aromi), zucchero, grassi vegetali, farina di frumento, latte scremato in polvere, destrosio, cacao 2%, burro anidro, uova, sciroppo di glucosio-fruttosio, cacao magro 0,5%, lievito di birra, glutine di frumento, emulsionanti (mono e di gliceridi di acidi grassi), aromi, siero di latte concentrato, sale. Ma quanta roba ci hanno infilato per renderle commestibili? Di cui grassi (in parte sconosciuti, in parte animali) 28,3% (saturi 18,1%, quelli che fanno male), zuccheri 29,9% (una quantità enorme). Proteine 5,7%, pochine.  Kcal 444 per 100gr. Peso 30 gr. E una fa davvero venire fame, quella che non avevi prima. Prezzo 1,49 per 120 gr. Costo al kg 12,41 euro. Queste sono micidiali.

 

Cominci a farti un idea di quel che mangi o dai ai tuoi bambini? E di quante scelleratezze ascolti o leggi? Leggile le etichette, e fatti anche i tuoi conti. Per 19 euro al kilo compri della frutta eccellente, anche i gamberoni costano meno, senza un intruglio di 6 righe di ingredienti intorno.

 

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Integratori alimentari, vizi e virtù

 

Gli integratori alimentari a volte servono, a volte sono indispensabili, a volte sono inutili a volte sono dannosi. Ogni integratore deve essere prescritto dal medico, che indicherà tipo, dose e durata del trattamento. Parliamo della tua salute e della tua salute si occupa il medico, nessun altro a parte te.

 

La pubblicità ti fa credere di aver bisogno di integratori. Non è vero, non è la pubblicità che conosce il tuo stato di salute. Chi reclamizza un integratore o ti sollecita affinchè tu lo prenda di solito ci guadagna. Per questo vuole che tu lo compri. Indubbiamente dare lavoro alle aziende è importante ma farlo a discapito della tua salute non mi sembra una grande idea. Una alimentazione adatta a te di solito non richiede integratori.

 

Se i tuoi fabbisogni sono aumentati, se hai delle carenze, il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia magari ti farà mangiare o bere determinati alimenti in quantità maggiore piuttosto che darti degli integratori. Si utilizza l’alimentazione come medicina. I nutrienti che provengono dai cibi sono sicuramente più adatti al nostro organismo di quelli di sintesi. Sono sicuramente bio compatibili. Se invece un integratore è proprio necessario il medico ti spiegherà il motivo.

 

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I prodotti per dimagrire servono?

 

Servono alle ditte che li vendono. Magari a te non fanno niente, di sicuro non ti fanno dimagrire. Ma magari ti fanno anche male, dipende da cosa c’è dentro. Magari ti tolgono il sonno, forse ti fanno innervosire. Certamente ti illudono di poter continuare a mangiare quel che vuoi e quanto ne vuoi, di poter restare seduto tutto il giorno e magicamente dimagrire semplicemente ingoiando una pillola, una tisana, un beverone o tutti e tre. Ma davvero ci puoi credere? Il risultato nella migliore delle ipotesi è che resterai dello stesso peso oppure ingrasserai. Nella peggiore ti sentirai male.

 

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Mi serve qualcosa che mi tolga la fame

 

La fame, quella di cibo, quella che compare quando hai bisogno di mangiare non si toglie. Se si toglie si muore. Il bisogno di mangiare che fame non è, ha delle cause. Bisogna capire le cause e occuparsi di quelle. Allora se ne va e tu smetti di mangiare in continuazione o semplicemente quando non ti serve. Il bisogno di mangiare finisce quando il cibo non è più al centro dei tuoi pensieri. Pensaci, sai che è vero. Ecco ancora perché, per controllare il peso, bisogna divertirsi e fare una vita adatta a noi.

 

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Farmaci per dimagrire

 

I farmaci per dimagrire entrano ed escono dal commercio. Ci sarà un motivo, non credi? Se poi i farmaci per dimagrire fossero così efficaci ci sarebbe ancora qualcuno in sovrappeso o obeso sulla faccia della terra? E invece l’organizzazione mondiale della sanità considera obesità e sovrappeso l’epidemia del ventesimo secolo, il flagello del mondo occidentale. C’è qualcosa che non quadra.

 

Attenzione anche ai miscugli, ritrovati miracolosi, portenti venduti su internet o chissà dove, e purtroppo, prescritti da alcuni: chiedi sempre che cosa ti stanno dando e che cosa ti fa. Se non sono chiari nella risposta non prenderli. Leggi sempre con attenzione i componenti e cerca di cosa si tratta, prima di ingoiarli, anche quando ti dichiarano che sono prodotti naturali. Anche la cicuta è naturale, è una pianta che cresce bene anche in Italia. Però è un veleno mortale.

 

Facciamo un esempio di alcune cose tristemente piuttosto diffuse. L’associazione clordiazepossido e fenfluramina. Il primo è un tranquillante, una benzodiazepina (come il valium) che serve a mitigare il nervosismo e l’agitazione indotta dal secondo, una anfetamina. Sempre molto in voga sono i farmaci con ormoni tiroidei. Ti bloccano la funzione della tiroide, anche a bassi dosaggi. Si prescrivono a chi ha malattie tiroidee tu ne hai? Come si chiama la tua malattia? Quali esami sono stati fatti per fare la diagnosi?

 

L’unico farmaco che ti serve per dimagrire è il buon umore, il divertimento e un buon medico, nutrizionista o dietologo o esperto in materia, che ti costruisca un percorso personale che preveda divertimento, alimentazione, movimento e tutto ciò che ti serve per stare bene.

 

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Se sto a casa mangio

 

Te ne sarai accorto, se stai a casa, se ti annoi, se non hai nulla di piacevole da fare mangi. Se invece ti diverti, se hai tante cose interessanti da fare, se sei sempre fuori, se stai bene, non mangi.

 

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Ho sempre fame, perché?

 

Se hai sempre fame bisogna capire il perché. A volte quello che si scambia per fame è una “irritazione” o ipersecrezione dello stomaco che invia al tuo cervello un segnale di “fame”. A volte è una alimentazione sbagliata per te che ti fa avere perennemente fame. A volte non è fame ma sete. A volte è fame ma non di cibo, magari di gioia, soddisfazione, gratificazione, affetto, attenzioni. A volte non è fame ma rabbia, frustrazione, tristezza, noia, paura.

 

Alcuni disturbi alimentari si possono manifestare con una specie di fissazione per il cibo, come una fame incontrollabile. Una volta che il medico nutrizionista, dietologo o esperto in materia avrà  capito il motivo ti farà risolvere quello e la fame sparirà.

 

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Alimentazione per lo sport

 

Tutti gli sportivi, da chi pratica uno sport per passione a chi lo pratica per professione, sanno che una alimentazione su misura è fondamentale per conseguire i risultati desiderati. Sia che tu faccia agonismo o sia un professionista dello sport, sia che semplicemente ti piaccia muoverti, potrai stare molto meglio con una alimentazione studiata per te, il tuo tipo di attività, le tue esigenze. Mangiare bene, sapere cosa, come e quando mangiare in funzione innanzitutto della tua salute e del tuo divertimento, migliora tutte le tue performances, ti consente di ottenere risultati migliori tanto per diletto che nelle gare.

 

I professionisti hanno fior di medici che si occupano di far loro mangiare (e bere) quel che gli serve, perché tu dovresti farne a meno? In altre parole perché rinunciare a vedere i tuoi sforzi coronati da migliori successi semplicemente sapendo cosa e quando mangiare? La resa nello sport migliora talmente tanto e la soglia della fatica si alza con tanta semplicità una volta studiata la tua alimentazione che farne a meno è davvero un peccato. Come sempre anche in questo caso è la tua esperienza diretta a motivarti più di qualsiasi teoria. Prova a fare quello che i medici nutrizionisti, dietologi o esperti in materia, ti suggeriscono e capirai la differenza.

 

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